20 febbraio
Domenica, Marzo 7th, 2010 | Schegge di Bengala | Nessun commento
A Dhaka, e in tutte le città del Paese, la sera centinaia di migliaia di persone, soprattutto giovani, convergono - a piedi nudi - al Shahid Minar, il principale monumento ai martiri. A mezzanotte in punto, quando scatta l’inizio della giornata che nel 1952 vide morire i primi martiri in difesa della lingua bengalese, depongono corone di fiori, cantano, esprimono il loro amore per la cultura bengalese.
Randagi
Lunedì, Marzo 1st, 2010 | Schegge di Bengala | Nessun commento
Tempo fa una “Scheggia” segnalava l’approvazione di una legge che proibisce la mendicità in Bangladesh, chiedendosi (senza trovare risposta) che cosa mai avesse spinto il parlamento a prendere un provvedimento che tutti sanno essere assolutamente impraticabile. Lo scetticismo della “Scheggia” era ingiustificato. Dopo molti mesi in cui nulla è cambiato, ora si passa ai fatti: ogni tanto un camion della polizia parte e raccatta i mendicanti di una strada o di un quartiere, fino a esaurimento (dei posti sul camion). Li porta in periferia, li fa scendere tutti, e se ne va…
Banchetto
Martedì, Febbraio 23rd, 2010 | Schegge di Bengala | Nessun commento
Il “guru” dell’ashram s’è allontanato con la borsa e la sciarpa in testa, starà via almeno per qualche ora. Guardinghi, alcuni bambini si avventurano sul prato davanti alla Grotta della Madonna e iniziano a raccogliere foglie secche. Lascio passare dieci minuti, poi scendo con qualche caramella. Mi seguono con la coda dell’occhio: viene da noi o tira dritto? ci caccia via? Sono quattro, fra i 5 e gli 8 anni – mi pare. Rimetto in tasca le caramelle in più e mi avvicino a mano tesa: “Vi piacciono? le volete?”. Si guardano dubbiosi, poi la più grande sorride e le caramelle spariscono. Due parole, tornano a raccattare foglie e io torno all’ashram, ma poco dopo “sento” 8 occhi che mi scrutano da sopra il muretto della veranda. Mi volto: “Erano buone?”. “Sì, ma tu ne hai delle altre!”. È vero, ne ho altre 5. Parliamo un poco, le due bimbe vanno solo alla scuola coranica, i bimbi sono fratelli, prima e seconda elementare. Oggi vogliono raccogliere due sacchi, non uno solo, perché domani è la grande festa del Kurban, memoria del sacrificio di Abramo, e serviranno per cuocere la carne degli animali sacrificati… hanno l’acquolina in bocca. Discutiamo: che fare della quinta caramella? Al più piccolo? alla più grande? Decido io: la terrò per ricordarmi, domenica in città, di comprarne altre, così lunedì possono tornare a prenderle. Tutti d’accordo.
Si allontanano e si siedono in cerchio in mezzo al prato. Tirano fuori anche le quattro caramelle ricevute prima, le scartano tutte, le assaggiano, se le scambiano, commentano, ridono. Un banchetto.
A dire il vero…
Mercoledì, Febbraio 17th, 2010 | Schegge di Bengala | Nessun commento
Devastata dall’alluvione, la strada per Konnabari è una miriade di buche polverose su cui l’autobus salta come una capra impazzita. L’autista, baffuto e oliato come un attore dei filmastri indiani che affliggono le TV del subcontinente, guida come un criminale in fuga nei filmastri americani che affliggono le TV di tutto il mondo (eccetto Cuba, Nord Corea e Vaticano). Il clacson non si ferma un attimo, è un susseguirsi continuo di rikscio, camion, moto, folle che attraversano la strada fra una fabbrica e un cinema, un incrocio e un mercato. Ho mal di testa, sonno, fame, sete, sono arrabbiato con il mondo intero e non so quanto tempo ci vuole ancora per arrivare.
Candido, il giovanotto che mi siede accanto, usando qualcosa che assomiglia all’inglese attacca con le solite domande: di dove sei, che lavoro fai, quanto guadagni, perché non sei sposato, dammi un lavoro, perché qui sono tutti disonesti, portami in Italia… Poi s’accorge che sto rispondendo in bengalese e passa ai complimenti: “Parli bene! Da quanto tempo sei qui?” - “Complessivamente 8 anni”. “Davvero? Ti piace il Bangladesh?”
Pausa. - “Sì”.
Ormai l’ho detto.
Ed è vero!
Chi l’ha vista?
Venerdì, Febbraio 12th, 2010 | Schegge di Bengala | Nessun commento
Dal quotidiano in lingua inglese “Daily Star”: “Il santo mese del Ramadan inizierà domani, se oggi si avvisterà la luna del Ramadan. Un’agenzia di stampa informa che il “Comitato Nazionale per l’Avvistamento della Luna” s’incontra nell’auditorium della “Fondazione Islamica” alle ore 18 per decidere sull’avvistamento della luna. Il Ministro per gli Affari Religiosi e Presidente del “Comitato Nazionale per l’Avvistamento della Luna” presiederà la seduta.”
E gli altri?
Sabato, Febbraio 6th, 2010 | Schegge di Bengala | Nessun commento
In aprile s’è svolto a Chittagong un torneo internazionale di cricket fra Bangladesh e Australia. Alcuni giornalisti, strattonati dalla polizia, per protesta organizzano un breve “sit in” nel campo insieme ai loro colleghi, per ritardare l’inizio della partita. Le forze dell’ordine la prendono male: botte da orbi che spediscono 9 giornalisti all’ospedale, alcuni in gravi condizioni, uno a Singapore con il cranio fracassato. Un alto funzionario di polizia spiega più tardi che si è trattato di uno spiacevole errore perché, assicura, i poliziotti vengono sempre accuratamente istruiti a non picchiare i giornalisti, né i politici di alto livello, né le donne.
Complotti
Lunedì, Febbraio 1st, 2010 | Schegge di Bengala | Nessun commento
In maggio si sono scatenati migliaia di lavoratori delle fabbriche di tessuti e abiti che pullulano nella zona nord di Dhaka e costituiscono – insieme alle rimesse degli emigranti – la spina dorsale dell’economia del paese. La protesta dei dipendenti di una ditta che non pagava gli stipendi da mesi è dilagata: duecento stabilimenti incendiati, centinaia i feriti, gli arresti, due morti in uno dei primi giorni. Le fabbriche sono poi state chiuse per una settimana. Scioperi, disordini, pestaggi e chiusure sporadiche continuano.
Gli analisti cercano le cause dell’inattesa rivolta. Complotto dei paesi vicini per rovinare l’industria bengalese e vincerne la concorrenza nella esportazione? Trama delle opposizioni per mettere in difficoltà il governo? Disegno di alcuni settori della coalizione al governo per rinviare le prossime elezioni? L’estrema sinistra che, “tanto peggio tanto meglio”, vuol creare una situazione come quella del Nepal? Estremismo islamico…?
Potrebbe esserci pure un’altra ragione: operai e operaie che hanno un contratto di lavoro di 72 ore settimanali (12 ore al giorno per 6 giorni la settimana) per uno stipendio mensile di 930 taka (10,94 Euro, potere d’acquisto = 43,76 Euro), straordinari frequenti, obbligatori e spesso non pagati, riposo settimanale spesso saltato, picchiatori in fabbrica per punire chi sbaglia, mafia che esige una percentuale dello stipendio, condizioni igieniche indescrivibili, stipendi spesso pagati in ritardo di mesi e ogni tanto qualche ragazza bruciata viva perché scoppia un incendio e i cancelli di fuga sono chiusi… potrebbero aver perso la pazienza.
Numerose ditte hanno un rapporto corretto con i dipendenti. Ma il quadro descritto qui sopra è diffuso, e quando la rabbia si scatena è difficile distinguere.
Camel Jockeys
Martedì, Gennaio 26th, 2010 | Schegge di Bengala | Nessun commento
Finalmente stanno rimpatriando decine di ragazzi portati - anche a quattro anni di età - negli Emirati Arabi Uniti per fare i “Camel Jockey”, cioè per cavalcare i cammelli da corsa. A volte partiva anche la famiglia, ma dovevano vivere separati, i ragazzi presso le scuderie, genitori e fratelli a qualche decina di chilometri; piu’ spesso andavano da soli, portati via in cambio di pochi soldi. Stipendio discreto, cibo buono, tante ore di esercizi e pratiche, tante cadute dai cammelli, disciplina, la cura degli animali affidata a loro, niente scuola. Ora che sono a casa e hanno 14 o 15 anni, sanno più l’arabo che il bengalese, non conoscono un mestiere, non leggono e non scrivono, vogliono buoni vestiti, rifiutano le capanne dei villaggi o le baracche degli slum dove vivono i loro familiari. Nessuno sa che cosa fare di loro.
Cristo
Martedì, Gennaio 19th, 2010 | Schegge di Bengala | Nessun commento
Tozzo, irsuto, seminudo, un sacco floscio sulla spalla gobba, cammina spedito sulla strada macchiata di luci rade, ancora bagnata di pioggia, popolata di rikscia. A tratti, un grido. Forte, chiaro, lungo: “Oh amar bhaira!” - “Oh fratelli miei!”. Non rallenta, non guarda, non evita le pozze fangose, non chiede. Passa. Svolta, infine, e ancora da lontano giunge quel grido, e ancora. E ancora. “Oh fratelli miei!” Forse ancora uno giunge fioco, confuso col frastuono lontano delle auto; o forse è lo stesso grido che ora è dentro di noi mentre la vita sulla strada riprende e cancella.
Ritorno del futuro
Giovedì, Gennaio 14th, 2010 | Schegge di Bengala | Nessun commento
“Zia è il nostro passato, Khaleda il nostro presente, Tareque il nostro futuro!” Così recitava uno slogan del BNP (Bangladesh National Party) scritto su muri in tutto il Paese quando il partito era al potere: Zia, presidente grazie ad un colpo militare, poi assassinato; Khaleda, la vedova diventata primo ministro; Tareque, il primogenito che si dedicava ad intense attività di taglieggiamento, ricatti, estorsioni, brigantaggio politico. Poi il governo del 2007-8 ha tolto il primo dai libri di storia, la seconda dal potere, il figlio dall’infame palazzo che era il vero centro del potere in Bangladesh, prima mettendolo in carcere, poi lasciandolo andare all’estero “per curarsi la salute”. Dal gennaio scorso il BNP è sotto tono, e si lecca le ferite della batosta elettorale mentre l’Awami League ha preso il controllo di tutto. Ora torna a galla, e tiene l’Assemblea Generale che da 16 anni non radunava più, proclamando che sta per nascere un “Nuovo BNP, per salvare il Paese”. Prima ancora che iniziasse l’assemblea, Khaleda era già stata proclamata Presidente del partito, carica per cui è stata l’unico candidato. Un ruolo speciale è stato preparato per Tareque - ancora all’estero - in modo che appena torna trovi l’ufficio pronto con la cassaforte aperta, e la strada tracciata per diventare segretario del partito.